Quarto sul dimensionamento scolastico: “Quando si parla di interessi dei lucani e di doveri fondamentali delle Istituzioni, la strumentalizzazione politica a mio avviso si conferma sempre assolutamente inopportuna”.

 

“I giovani rappresentano il nostro futuro, sono portatori di entusiasmo, talenti e passione, sono gli unici in grado di trasformare un progetto in una missione, una scintilla in speranza per sé stessi e per le comunità che popolano ed anche per questo, per loro, che in merito al tema del dimensionamento scolastico serviva far prevalere fin dall’inizio una ponderata responsabilità di tutte le Istituzioni.

La scuola è e resta una risorsa preziosa che nessuno ha interesse a depotenziare o indebolire – afferma il Consigliere regionale e Presidente della Terza commissione consiliare Attività produttive Ambiente e Territorio, Piergiorgio Quarto – ma per garantire un futuro soprattutto alle giovani generazioni è fondamentale su temi così delicati lavorare ad unisono, al di la degli schieramenti politici, investendo nella scuola non solo attraverso delle risorse fisiche ma anche in termini di programmazione e confronto costruttivo. Non va dimenticato che una prima idea sul dimensionamento scolastico in Basilicata sarebbe dovuta arrivare dai presidenti di Provincia. Tutte le Istituzioni erano state chiamate a fare la propria parte e le Province, se vogliamo dirla tutta, avevano l’obbligo di ascoltare i sindaci e di presentare una  loro proposta, ma quel che è accaduto è che, non solo si è scelto di venire meno al confronto, eludendo un importante compito istituzionale ma si è optato per strumentalizzare la cosa attraverso l’apertura di una bizzarra “polemica” fondata su errate convinzioni procedurali quanto di contenuti nei confronti della Regione, quando ovvio, perlomeno per gli addetti ai lavori, che la giunta regionale aveva l’obbligo di agire secondo norme e parametri già prefissati.

Grazie ad un lavoro congiunto della Terza e della Quarta Commissione, ascoltando le proposte di tutti, dai sindacati agli studenti, incluse le istituzioni scolastiche, si è riusciti ad ottenere un Piano annuale del dimensionamento della rete scolastica e della programmazione dell’offerta formativa regionale 2024/2025 proporzionato e funzionale, che ha sventato l’alternativa incombente del commissariamento ministeriale – continua Quarto – e anche io ci tengo ad evidenziare e sottolineare, che quanto previsto non andrà assolutamente a toccare nessuna aula o presidio scolastico regionale, bensì il piano previsto agisce un ridimensionamento necessario solo rispetto alle sedi dirigenziali e alla organizzazione dei servizi amministrativi, a tutela del chiaro interesse di famiglie e studenti di non abbandonare la propria sede scolastica di riferimento.

Quando si parla di interessi dei lucani e di doveri fondamentali delle Istituzioni, la strumentalizzazione politica a mio avviso si conferma sempre assolutamente inopportuna. Nel periodo antecedente l’approvazione del piano, per dovere quanto per responsabilità nei confronti della comunità che rappresentiamo, mai da parte nostra si è venuti meno al principio di collaborazione, rendendo sempre partecipi anche i due Presidenti di Provincia a tutti i passaggi effettuati, questo nonostante il chiaro muro riscontrato. Sulla base dei principi contenuti nelle linee guida regionali, al di là delle polemiche sollevate, è stato definito il numero delle sedi dirigenziali per ciascuna provincia seguendo criteri di ripartizione il più equilibrati possibili: 58 sono le sedi dirigenziali assegnate alla provincia di Potenza, 28 alla provincia di Matera e sono stati aggregati Istituti con indirizzi omogenei, tenendo ovviamente conto del dato relativo alla popolazione scolastica, nel rispetto di una logica di contiguità territoriale, nel solo interesse del servizio scolastico e dimostrando di avere a cuore il benessere dei cittadini quanto lo sviluppo economico e sociale di tutta la Basilicata.

Sento di poter affermare con certezza che l’intero dossier è stato gestito con responsabilità e quanto più equilibrio possibile. La Regione a differenza di altri, non si è sottratta alla responsabilità istituzionale di garantire nel migliore dei modi, nonostante evidenti difficoltà, il regolare avvio dell’anno scolastico 2024/2025. Sicuramente non sono state compiute scelte facili – conclude Quarto – ma per quanto alcune di esse possano sembrare complesse da comprendere fino in fondo, determinate decisioni sono state necessarie per mediare rispetto a quanto ci veniva richiesto, ed oggi, mettendo finalmente a regime l’offerta della rete delle istituzioni scolastiche regionali, comunque ci permettono di ottimizzare le risorse pur mantenendo nella nostra Regione una valida offerta formativa, geograficamente adeguata e comunque quanto più diffusa sul territorio”.