PIERGIORGIO

Sono marito e padre di una bambina.

Amo la mia terra e il mondo agricolo da quando ero piccolo, grazie all’esempio di mio padre. Per questo è stato naturale, col tempo, maturare scelte formative e professionali che andassero in quella direzione.

Dal 1991 ho preso in mano l’azienda di famiglia, scegliendo di mantenere un forte legame con il mio territorio. Da qui la scelta di coltivare alcune varietà antiche di grano duro, la riscoperta del Senatore Cappelli, l’idea di riprendere la coltivazione olivicola attraverso un processo totalmente innovativo di filiera chiusa. Oggi produciamo olive, le trasformiamo in olio nel nostro frantoio, lo lavoriamo, lo imbottigliamo e lo commercializziamo.

A 33 anni arriva l’incontro con Coldiretti e l’inizio di una grande esperienza, umana e professionale. Prima presidente provinciale, poi presidente regionale dell’organizzazione per oltre dieci anni, infine la nomina a componente della giunta nazionale della Confederazione.

Nascono da qui il mio radicamento sul territorio, la mia rete di relazioni, la conoscenza dei bisogni di un settore determinante come quello agricolo e soprattutto la mia visione di futuro.

I MIEI TEMI

perchè la politica

Come per l’agricoltura, anche la politica ha bisogno di tornare ad essere più protagonista del proprio territorio. Gli anni in azienda e in Coldiretti mi hanno insegnato che la carta vincente da giocarsi è rappresentata proprio da questo legame con le comunità.

Sono convinto che ci siano ancora potenzialità inespresse, e per non disperdere il grande lavoro compiuto con Coldiretti in questi lunghi quindici anni, ho deciso di mettere a disposizione di questa regione le mie conoscenze e il mio entusiasmo.

Rispondendo, con grande onore, alla volontà ferma e trasparente di una intera forza sociale di volersi spendere in Consiglio regionale con il centro destra. Perché la Basilicata ha bisogno di un progetto più organico, concreto e tangibile, svincolata dagli apparati e dalla burocrazia che il centro sinistra ha creato in questi anni.

Conosco il territorio, ne conosco potenzialità e limiti, ingranaggi e reti, so quanto occorra ritornare a creare condizioni reali di lavoro e sviluppo.

come in politica

Lo scenario che abbiamo di fronte non è così confortante, siamo una regione poco infrastrutturata, a rischio spopolamento e con un massiccio esodo giovanile. Uno scandalo se pensiamo che oggi più che mai il mondo ci invidia bellezza, storia e cultura.

Ci sono ricchezze e valori durevoli sui quali puntare, ci sono intelligenze da recuperare, comunità da ricostruire. Ma l’urgenza in assoluto è il lavoro. Lavoro che crei benessere, mantenendo o migliorando la sostenibilità dei nostri territori, perché innovazione e modernità al servizio di una comunità significa non barattare il lavoro con la salute.

La Basilicata deve ripartire dall’agricoltura, dal turismo, dall’ambiente, dalla buona industria che sposa il territorio creando opportunità senza intaccarne l’unicità.