Il lavoro resta la priorità assoluta. Un lavoro che crei benessere, mantenendo o migliorando la sostenibilità dei nostri territori, perché innovazione e modernità al servizio di una comunità significa non barattare il lavoro con la salute. Occorre, poi, saper allineare i bisogni del mercato con i percorsi formativi dei giovani lucani, costruire opportunità di lavoro e crescita a partire dalle reali vocazioni del territorio. Non si può tollerare oltre il ricorso a risorse umane esterne alla nostra regione per carenza di manodopera specializzata, soprattutto in agricoltura.

“Tornare alla terra” non è solo uno slogan ma una opportunità.

Riprendere in mano vecchi mestieri, aziende di famiglia, tradizioni antiche può consentire alle nuove generazioni di costruire futuro e produrre crescita.