Abbandono, spopolamento, dissesto idrogeologico, aggravati da calamità naturali, sono i fenomeni che caratterizzano, purtroppo, le aree interne della nostra regione. Per questo va ripensata una strategia complessiva di conservazione e di valorizzazione del patrimonio, anche attraverso una maggiore responsabilizzazione degli imprenditori agricoli, considerando il ruolo di presidio ineludibile svolto sul territorio.
Anche aprire le porte all’ “Agricoltura sociale”, riscoprendo il ruolo multifunzionale svolto dalle imprese agricole anche nel campo del welfare di prossimità, può essere un passo importante. Come proporre una legge regionale che preveda l’inserimento di specifici vincoli nei piani urbanistici comunali.
Il grido di allarme è forte, far finta di non sentire quello che ci dice la terra potrà comportare conseguenze in termini strutturali e di vite umane.
