Nessuna perforazione dove sono a rischio habitat naturali o dove l’agricoltura ha fortemente investito nella qualità e nella distintività dei propri prodotti. E su quelle già esistenti la nostra sarà una posizione netta e ferma che parte dalla valutazione sulla sostenibilità sociale, ambientale e sanitaria.

La nostra generosità si ferma qui, soprattutto se pochi o nulli sono stati i risultati in termini di ricchezza, infrastrutture, lavoro.

Per lo sviluppo energetico del futuro, la strada da percorrere è quella delle rinnovabili e di una gestione più consapevole delle nostre risorse. Penso all’acqua, patrimonio di tutti e risorsa strategica per le attività produttive, e a quanto occorra una maggiore razionalizzazione della governance e della gestione del sistema irriguo. Dobbiamo riprendere in mano questo tema, gestirlo in maniera intelligente con politiche di efficientamento energetico.